Come fa Refil a sapere se domani la benzina aumenta?
Pubblicato il 2026-10-07
Refil non tira a indovinare: incrocia ciò che ha già una data ufficiale (accise, sconti che scadono), ciò che fanno oggi i prezzi alla pompa e un modello statistico addestrato su 21 anni del Bollettino petrolifero UE, che calcola la probabilità che benzina e gasolio aumentino la settimana successiva. Ti avvisa solo sopra una soglia misurata, e pubblica quante volte ci ha preso.
Quello che si sa già: calendario, notizie e greggio
I rincari più bruschi raramente li decide il mercato: sono accise, tagli che finiscono o sconti che scadono, con una data pubblicata. Refil li segna in un calendario e prepara l'avviso con giorni di anticipo, sempre di mattina, così hai il tempo di fare rifornimento.
Ogni giorno un classificatore automatico legge i titoli della stampa economica italiana e tiene solo ciò che rispetta due condizioni: tocca il prezzo alla pompa e ha una data di entrata in vigore precisa. Un commento di mercato senza data non conta, e nulla di ciò che propone parte senza la revisione di una persona.
Il terzo pezzo è il greggio. Il Brent impiega da una a due settimane per arrivare alla pompa: quando sale o scende dell'8 % o più in quattro-sette giorni, questa rampa anticipa quello che arriva. Una singola lettura anomala, che il giorno dopo rientra, viene scartata.
Il rilevatore: la stessa ora oggi e ieri
La quarta fonte guarda il nostro storico: la media nazionale ha già cominciato a muoversi oggi? Scatta due fotografie a orario fisso, alle 10 e alle 18, e confronta ciascuna con la stessa fascia del giorno prima.
L'orario fisso non è un dettaglio. La prima versione confrontava il prezzo di metà mattina con la chiusura del giorno prima e, nei mercati dove il prezzo sale e scende durante la giornata, scambiava quell'altalena per un rincaro: gli avvisi partiti tra le 12 e le 15 (ora UTC) erano giusti solo nel 42 % dei casi. La stessa regola su prezzi confrontabili ci prendeva nell'86 % nello stesso periodo, ed è per questo che è cambiata.
Il modello settimanale: 21 anni di dati e una probabilità
Per anticipare davvero serve un'altra domanda: il prezzo salirà di almeno un centesimo al litro entro lunedì prossimo? Il modello risponde con una probabilità, non con un sì o un no. Impara come il prezzo al netto delle tasse segue il costo all'ingrosso di benzina e gasolio, il Brent e il cambio euro-dollaro, sulla base del Bollettino petrolifero settimanale della Commissione europea dal 2005.
Unisce due approcci: un modello classico di trasferimento dei costi, che in più abbassa la propria fiducia quando sbaglia da qualche settimana, e uno di apprendimento automatico addestrato su tutti i Paesi insieme. Gira il martedì e il giovedì; se i dati di costo non sono arrivati in tempo, quel giorno non pubblica nulla invece di supporre che niente si sia mosso.
È stato scelto senza guardare il 2024, il 2025 e il 2026, tenuti da parte per un esame finale fatto una sola volta. In quell'esame, quando il modello indicava almeno il 70 %, il prezzo è salito di un centesimo o più nell'84 % dei 152 avvisi, e il suo errore di calibrazione (un punteggio in cui meno è meglio) è sceso da 0,183 a 0,158 rispetto al modello precedente.
Cosa non promette, e come lo verifichiamo
È una probabilità. Non dice di quanti centesimi esatti, e un 70 % significa che tre volte su dieci il rincaro non arriverà. Nelle crisi il trasferimento dei costi salta: nel 2022 gli avvisi «sicuri» del primo modello ci hanno preso solo nel 57 % dei casi. E il 2026 è stato un anno facile per prevedere i rincari, quindi il numero prudente è quello di lungo periodo: con quel primo modello, dal 2012 a maggio 2026, avvisando dal 60 % in su, il prezzo è salito di almeno un centesimo nel 63 % dei casi, quando in una settimana qualsiasi succede una volta su quattro.
Per questo in Italia la notifica parte solo con una probabilità di almeno il 60 % e con il costo all'ingrosso in salita, mai più di una ogni 72 ore. Se nella pratica ci prende meno del 60 % su almeno dieci avvisi valutati, si spegne da sola.
E il tabellino è pubblico. La pagina «La benzina aumenta domani?» confronta ogni avviso, giorni dopo, con quello che ha fatto la media nazionale; conta come centrato solo un movimento di almeno un centesimo al litro nella direzione annunciata, e nessun livello mostra una percentuale prima di 30 avvisi valutati.
Domande frequenti
Refil può dirmi di quanto aumenterà la benzina?
No. Refil calcola la probabilità che il prezzo salga di almeno un centesimo al litro la settimana successiva. Quando il rincaro ha una data ufficiale, come una variazione delle accise, può essere più preciso; quando è il mercato, parla in probabilità.
Perché Refil non mi avvisa di tutti i rincari?
Perché avvisa solo sopra una soglia misurata (in Italia il 60 %) e con il costo all'ingrosso in salita. Avvisare di tutto vorrebbe dire sbagliare più spesso e disturbarti di più.
La percentuale dell'avviso è affidabile?
È calibrata su anni che il modello non aveva visto e pecca semmai di prudenza: quando dice circa il 68 %, il rincaro è arrivato nella pratica tra il 70 e il 76 % delle volte. Nelle crisi, come nel 2022, sbaglia molto di più.
Bisogna pagare per vedere la previsione?
No. La pagina «La benzina aumenta domani?» e il suo tabellino sono aperti, e nell'app chiunque vede gratis com'è andata dopo ogni avviso. Quello che Refil Pro aggiunge è l'avviso in anticipo.
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